Articoli scientifici

ARTICOLI SCIENTIFICI

A cura di Luciano Pederzoli

15 maggio 2017

 

 

a)    INTERFACCIA MENTE-COMPUTER

a01) Un nuovo metodo per rivelare gli ERP (Event-Related Potentials), basato sulla correlazione di Pearson

  1. Giroldini, L. Pederzoli, M. Bilucaglia, S. Melloni, e P.E. Tressoldi

RIASSUNTO

Gli ERP (Event-Related Potentials) sono largamente utilizzati nelle applicazioni di B.C.I (Interfaccia Cervello-Computer) e nelle neuroscienze.

L’attività EEG (ElettroEncefaloGrafica) spontanea è ricca di rumore di fondo e, per rivelare gli ERP, di solito è necessario trarre vantaggio da rilevazioni multiple, per ridurre il rumore di fondo.

Il rumore proprio dell’attività EEG non è correlato con le forme d’onda dell’ERP, quindi, calcolando la media, esso decresce di un fattore pari all’inverso della radice quadrata di N, dove N è il numero di epoche sulle quali si fa la media. Questa è la strategia più semplice solitamente utilizzata per rivelare gli ERP, basata sul calcolo della media delle forme d’onda di ciascun ERP che sono sincronizzate nel tempo e nella fase. In questo lavoro viene proposto un nuovo metodo, chiamato GW6, per calcolare l’ERP tramite un procedimento matematico basato solamente sulla correlazione di Pearson. Il risultato è un grafico con la stessa risoluzione temporale dell’ERP classico e in cui appaiono solo picchi positivi che rappresentano l’aumento, in corrispondenza degli stimoli, della correlazione del segnale EEG fra tutti i canali. Questo nuovo metodo può consentire d’identificare ed esaltare selettivamente anche altre componenti nascoste della risposta ERP, non sincronizzate in fase, che solitamente restano nascoste nel metodo semplice e standard basato sulla media di tutte le epoche. Queste componenti nascoste sembrano essere generate da fluttuazioni, tra uno stimolo e il successivo, del periodo di latenza di fase intrinseco degli ERP (jitter della latenza), ma con una discreta costanza della fase del medesimo stimolo su tutti i canali. Per questa ragione questo nuovo metodo può essere molto utile per indagare tali componenti nascoste della risposta ERP e per sviluppare applicazioni per scopi scientifici e medici. Inoltre questo nuovo metodo è più resistente agli artefatti EEG del tradizionale calcolo della media e potrebbe essere molto utile nella ricerca e in neurologia. Il metodo che proponiamo può essere direttamente utilizzato in forma di routine scritta nel noto linguaggio di programmazione Matlab e quindi facilmente e rapidamente scritto in qualsiasi altro linguaggio di programmazione.

EURASIP Journal on Bioinformatics and Systems Biology. 2016, 2016:11

http://bsb.eurasipjournals.springeropen.com/articles/10.1186/s13637-016-0043-z

dx.doi.org/10.1186/s13637-016-0043-z

oppure per scaricare il PDF EURASIP – A new method

traduzione italiana UN NUOVO METODO PER RIVELARE GLI ERP, BASATO SULLA CORRELAZIONE DI PEARSON

 

 

b)   INTERAZIONE MENTE-MATERIA

b04) La nostra mente è in grado di emettere luce a distanza? Un esperimento confermativo pre-depositato di entanglement mentale con un fotomoltiplicatore

P.E. Tressoldi, L. Pederzoli, M. Matteoli, E. Prati e J.G. Kruth

RIASSUNTO

Con questo studio confermativo pre-registrato avevamo l’intenzione di replicare le risultanze di due esperimenti precedenti, nei quali la correlazione mentale focalizzata (ME – Mental Entanglement) con un fotomoltiplicatore situato approssimativamente a 7300 Km dal piccolo gruppo di partecipanti selezionati ha evidenziato un incremento del numero di fotoni rispetto ai periodi di controllo. In particolare volevamo replicare, nei confronti dei periodi di controllo, l’incremento di conteggio fotonico, rivelato durante i periodi di ME, di circa il 5% nelle emissioni improvvise (burst) di fotoni sopra le sei deviazioni standard rispetto alla media. I risultati ottenuti in questo studio hanno confermato il suddetto incremento, replicando quanto osservato nei due esperimenti precedenti. Trattiamo poi le caratteristiche di questi fotoni, la cui energia è stimata approssimativamente pari a 65 eV (a 788 THz), e come la ME riesca a generali a distanza.

NeuroQuantology 2016; 3:447-455

http://neuroquantology.com/index.php/journal/article/viewFile/906/777 or

http://dx.doi.org/10.14704/nq.2016.14.3.906

per scaricare direttamente il PDF -neuroquantology-can-our-minds-emit-light-at-7300-km-distance

traduzione italiana 8i) La nostra mente è in grado di emettere luce a distanza – Un esperimento confermativo

Settembre 2016

 

b03) La nostra mente è in grado di emettere luce a distanza? Entanglement mentale a distanza con un fotomoltiplicatore

Tressoldi, P.E., Pederzoli, L., Ferrini, A., Matteoli, M., Melloni, S., and Kruth, J.G.

RIASSUNTO

Con due studi confermativi preregistrati ci eravamo prefissi lo scopo d’indagare se l’entanglement mentale (ME) focalizzato da parte di cinque partecipanti selezionati fosse in grado d’incrementare il numero di fotoni rilevati ogni mezzo secondo da un fotomoltiplicatore collocato nel Rhine Research Center, North Carolina, USA, a circa 7300 Km di distanza dal luogo in cui erano i partecipanti. Nel primo esperimento i confronti tra dieci periodi di 5 minuti di ME e dieci periodi di controllo registrati prima e dopo l’ME hanno rilevato una differenza solamente tra i periodi registrati dopo l’ME e quelli registrati prima dell’ME

Un’analisi esplorativa sull’andamento del conteggio dei fotoni ha rilevato una specie di effetto cumulativo dell’ME che dura mezz’ora. Nel secondo esperimento questo effetto cumulativo dell’ME non è stato osservato. Comunque il confronto tra i periodi pre-ME, post-ME e di controllo nei due esperimenti ha rilevato, nei periodi post-ME rispetto ai periodi pre-ME e di controllo, un aumento di circa il 5% dei fotoni rilevati nelle emissioni improvvise (burst) che superano di almeno 6 deviazioni standard il conteggio medio. Per di più è stata osservata una correlazione tra le medie al minuto dei fotoni ottenute nei periodi post-ME dei due esperimenti.

Parliamo poi di come la ME riesca a generare e ad agire sui fotoni a distanza.

https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2625527 o

http://dx.doi.org/10.2139/ssrn.2625527

oppure per scaricare il PDF 2625527
traduzione italiana Entanglement mentale a distanza con un fotomoltiplicatore

1 Luglio 2015

 

b02) Interazione mentale a distanza con un fotomoltiplicatore – Studio Pilota

P.E. Tressoldi, L. Pederzoli, P. Caini, A. Ferrini, S. Melloni, D. Richeldi, F. Richeldi, J. G. Kruth

RIASSUNTO

Con questo studio pilota esplorativo ci siamo prefissi lo scopo d’indagare se l’intenzione mentale focalizzata da parte di partecipanti selezionati fosse in grado d’incrementare, rispetto alle condizioni di controllo, il numero di fotoni rivelati da un fotomoltiplicatore collocato in un luogo molto distante. Sei partecipanti, selezionati per la loro lunga esperienza con l’ipnosi e le pratiche di controllo mentale e per la loro forte motivazione nei riguardi di questa linea di ricerca, hanno tentato d’incrementare la quantità dei fotoni rivelati da un fotomoltiplicatore collocato a circa 7330 Km di distanza, sia in uno stato di coscienza fuori dal corpo (OBE- Out of Body Experience) indotta per via ipnotica sia in uno stato di coscienza normale. Il confronto di dieci sessioni sperimentali con due tipi diversi di sessioni di controllo ha rivelato un aumento medio di circa 20 fotoni al minuto durante il tentativo d’influenzamento. Questi risultati preliminari suggeriscono che il tramite fisico dell’interazione mentale a distanza possa essere costituito da biofotoni.

https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2506135 o

http://dx.doi.org/10.2139/ssrn.2506135

oppure per scaricare il PDF 2506135
traduzione italiana Interazione mentale a distanza con un fotomoltiplicatore – Studio Pilota

24 ottobre 2014

 

b01) Interazione mente-materia alla distanza di 190 Km. Effetti su di un generatore di eventi casuali (REG) ottenuti mediante un metodo a soglia

P.E. Tressoldi, L. Pederzoli, P. Caini, A. Ferrini, S. Melloni, D. Richeldi, F. Richeldi, G.M. Duma

RIASSUNTO

Abbiamo utilizzato un nuovo metodo per verificare se soggetti umani possano influenzare a distanza un generatore di eventi casuali (REG – Random Event Generator).

In uno studio pilota, a partecipanti selezionati per la loro forte motivazione e capacità di controllare la propria attività mentale era stato chiesto di alterare il funzionamento di un REG collocato in un laboratorio situato approssimativamente a 190 Km di distanza, durante sessioni della durata approssimativa di 90 secondi, con lo scopo di ottenere una deviazione pari almeno a ± 1,65 volte quella standard rispetto alla media attesa. Il valore di soglia prestabilito era stato raggiunto nel 78% di 50 sessioni sperimentali, contro il 48% di quelle di controllo.

Questo studio è stato replicato mediante un lavoro confermativo pre-registrato con il coinvolgimento di 34 partecipanti selezionati secondo gli stessi criteri utilizzati per lo studio pilota.

Ogni partecipante ha contribuito con tre sessioni svoltesi in tre giorni diversi, per un totale di 102 sessioni. È stato svolto anche un pari numero di sessioni di controllo. La percentuale delle sessioni sperimentali in cui è stata raggiunta la soglia prestabilita è stata dell’82,3% su 102 sessioni, contro il 13,7% di quelle di controllo. Esaminiamo poi la possibilità di utilizzare questo metodo come strumento per telecomunicazioni mentali.

NeuroQuantology 09/2014; 12(2):337-343.

http://www.neuroquantology.com/index.php/journal/article/view/767 o http://dx.doi.org/10.14704/nq.2014.12.3.767

oppure per scaricare il PDF 767-2050-1-PB
traduzione italiana Interazione mente-materia alla distanza di 190 Km.

 

 

c)    INTERAZIONE MENTE-MENTE

c03) Correlati elettroencefalografici dell’interazione sociale a distanza

Giroldini, W., Pederzoli, L., Bilucaglia, M., Caini, P., Ferrini, A., Melloni, S., Prati, E., Tressoldi, P.E.

RIASSUNTO

In questo studio sono stati indagati i correlati EEG (ElettroEncefaloGrafici) dell’entanglement mentale a distanza, vale a dire senza connessioni sensoriali classiche, tra 25 coppie di partecipanti.

Un membro della coppia è stato stimolato per un secondo con un segnale luminoso prodotto da una matrice di LED rossi e contemporaneamente con un segnale acustico di pari durata costituito da un’onda sinusoidale a 500 Hz. In ogni sessione sono state applicate 128 stimolazioni separate tra loro da un intervallo casuale di durata compresa tra 4 e 6 secondi. Il secondo membro della coppia è stato isolato in una stanza a prova di suono separata da quella del primo membro, senza alcuna possibilità d’interazione sensoriale.

L’attività EEG delle coppie è stata acquisita tramite due cuffie Emotiv EEG™ Neuroheadset dotate di 14 canali EEG e sincronizzate con precisione.

L’analisi degli ERP (Event-Related Potentials) correlati alla stimolazione sensoriale, usando i metodi classici di calcolo della media (averaging), ha evidenziato un chiaro picco dopo circa 300 ms, ma solamente nell’attività EEG dei soggetti direttamente stimolati. Utilizzando invece un nuovo algoritmo di analisi dell’attività EEG basato sulla correlazione tra i segnali provenienti da tutti gli elettrodi di rilevazione, si è evidenziata una debole ma significativa risposta anche nell’attività EEG dei membri non stimolati delle coppie, in particolare nella gamma da 9 a 10 Hz della banda Alfa.

Utilizzando tecniche di bootstrap ed emulazione Monte Carlo è stato riscontrato che questo segnale è statisticamente significativo (P ≤ 0,002).

F1000Research 2015, 4:457 – 26 febbraio 2016

https://f1000research.com/articles/4-457/v5 o

dx.doi.org/10.12688/f1000research.6755.2

oppure per scaricare il PDF F1000Research – EEG correlates of social interaction at distance
traduzione italiana Correlati elettroencefalografici dell-interazione sociale a distanza

 

c02) Interazione a distanza Cervello-Cervello (Mente-Mente) – Studio Confermativo

P.E. Tressoldi, L. Pederzoli, M. Bilucaglia, P. Caini, P. Fedele, A. Ferrini, S. Melloni, D. Richeldi, F. Richeldi, A. Accardo

RIASSUNTO

Questo studio riporta i risultati di un esperimento confermativo destinato a saggiare l’ipotesi che sia possibile rivelare coincidenze di una sequenza di eventi (silenzio-segnale) di differente lunghezza analizzando l’attività elettroencefalografica (EEG) di due partner umani spazialmente separati, nel momento in cui un membro della coppia riceve lo stimolo e il secondo è connesso col primo solo mentalmente. Sette partecipanti selezionati, legati da amicizia di lunga data e capaci di mantenere focalizzata la concentrazione mentale, sono stati divisi in due gruppi situati in due diversi laboratori tra loro distanti circa 190 Km. Ognuno dei partecipanti ha agito sia come membro “stimolato” sia come “mentalmente connesso” della coppia, per un totale di venti sessioni complessive. L’analisi post-acquisizione dell’attività elettroencefalografica (EEG), con l’utilizzazione di uno speciale algoritmo di classificazione basato su di una macchina di supporto vettoriale (SVM – Support Vector Machine), ha rivelato le coincidenze nella sequenza di eventi del protocollo di stimolazione tra l’attività EEG del membro della coppia “stimolato” e quello “mentalmente connesso”.

Inoltre è stata analizzata, utilizzando il metodo bootstrap tra ciascuna delle venti coppie di dati, la correlazione degli spettri di potenza nelle cinque bande di frequenza EEG.

La percentuale complessiva di coincidenze è stata del 78,4 % su 88 eventi e le correlazioni medie statisticamente significative nelle le bande EEG alfa e gamma tra le coppie di partecipanti, le quali hanno confermato i risultati osservati in uno studio pilota, avallano l’ipotesi che sia possibile connettere a distanza due cervelli e quindi due menti.

F1000Research 2014, 3:182 – 5 agosto 2014

https://f1000research.com/articles/3-182/v3 o

http://dx.doi.org/10.12688/f1000research.4336.3

oppure per scaricare il PDF 3-182_v3
traduzione italiana Interazione a distanza Cervello-Cervello (Mente-Mente) – Studio Confermativo

 

c01) Interazione a distanza Cervello-Cervello (Mente-Mente) – Studio Pilota

P.E. Tressoldi, L. Pederzoli, M. Bilucaglia, P. Caini, P. Fedele, A. Ferrini, S. Melloni, A. Accardo

RIASSUNTO

L’ipotesi di rivelare una sequenza di eventi analizzando l’attività EEG (ElettroEncefaloGrafica) di due partner spazialmente separati e connessi solo mentalmente è stata esplorata inviando ad un membro della coppia una sequenza di eventi silenzio-segnale e analizzando l’attività EEG del secondo membro della coppia. Utilizzando uno speciale algoritmo di classificazione e cinque coppie di partecipanti caratterizzati da amicizia di vecchia data e dalla capacità di mantenere una concentrazione mentale ben focalizzata, abbiamo osservato una percentuale complessiva di coincidenze corrette pari al 78% e variabile tra il 100% per i i primi due segmenti e circa il 43% per gli ultimi due. Le percentuali di coincidenza dei primi cinque segmenti del protocollo sono state al di sopra dell’80%. Inoltre è stata osservata una forte correlazione nella banda alfa, statisticamente rilevante, in 12 su 15 coppie di registrazioni.

I risultati osservati sembrano suffragare la possibilità di connettere a distanza due cervelli senza far ricorso ai mezzi tradizionali, spianando la strada all’ideazione di una sorta di telecomunicazione mentale.

https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2423852 o

o http://dx.doi.org/10.2139/ssrn.2423852

oppure per scaricare il PDF 2423852
traduzione italiana Interazione a distanza Cervello-Cervello (Mente-Mente) – Studio Pilota

24  maggio 2014

 

 

d)    CONTROLLO BIDIREZIONALE DELL’OBE IN IPNOSI

D04) Esperienze fuori dal corpo: confronto fenomenologico fra cause differenti

  1. De Foe, B.E. Al Khafaji, L. Pederzoli, , E. Prati, and P. Tressoldi

RIASSUNTO

Nelle Esperienze Fuori dal Corpo (OBEs – Out-of-Body Experiences) l’esperienza fenomenica caratterizzante è la permanenza/esistenza del Sé al di fuori dei confini del proprio corpo fisico.

In questo lavoro sono state indagate alcune caratteristiche di queste esperienze utilizzando i resoconti di partecipanti che le hanno sperimentate in seguito a tre diversi tipi di cause:

  • tramite induzioni ipnotiche,
  • in seguito a esperienze fisiche traumatiche assimilabili a quelle definite di “premorte” (Near-Death-Experiences) e
  • in seguito a esperienze non traumatiche, come la meditazione.

In ognuno di tali gruppi queste esperienze sono state descritte come generalmente positive e comportanti uno stato di maggiore chiarezza fenomenica rispetto alla condizione di coscienza ordinaria. Inoltre è stata riferita una riduzione della percezione del tempo e dei propri confini.

La mancanza di differenze sostanziali tra i gruppi suggerisce che le OBE condividono caratteristiche simili che non sono necessariamente influenzate dal tipo di induzione. Tuttavia tra i gruppi sono apparse alcune differenze che meritano di essere menzionate: in particolare l’OBE indotta ipnoticamente ci è apparsa maggiormente simile ad una fenomenologia dell’NDE che ai a quella che traspare dai resoconti tipici dell’OBE spontanea.

https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2903827

Articolo originale: OBE, a phenomenological comparison of different causesd

Traduzione italiana: OBE, confronto fenomenologico fra cause differenti

24 Gennaio 2017

d03) OBE indotta ipnoticamente: studio neurofenomenologico

  1. Pederzoli, W. Giroldini, G.M. Duma, G. Mento, E. Prati e P.E. Tressoldi

RIASSUNTO

L’obiettivo principale di questo studio era quello di confrontare la neurofenomenologia dello stato di Out-of-Body-Experience (OBE) indotto tramite suggestione ipnotica su un piccolo gruppo di partecipanti (cinque), selezionati per il loro grado di ipnotizzabilità, con quello di altre condizioni di coscienza, in particolare con lo stato di OBE immaginata e di ipnosi.

Dal punto di vista fenomenologico, il confronto tra la condizione di OBE e la condizione di ipnosi profonda, misurato con il Questionario sulla Fenomenologia della Coscienza (PCI –  Phenomenology of Consciousness Inventory), dà luogo a punteggi più alti di Autoconsapevolezza (Self-Awareness), Memoria (Memory), Razionalità (Rationality), Controllo volontario (Voluntary control) e Immaginazione (Imagery).

Dal punto di vista neurofisiologico, la maggiore differenza si evidenzia, rispetto a tutte le altre condizioni di controllo, in un aumento della densità spettrale di potenza della banda delta quando i partecipanti devono rispondere alle domande dell’ipnotista durante lo stato di OBE, suggerendo che questo possa essere il marker neurofisiologico di questo speciale stato di coscienza.

https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2820689

per scaricare direttamente il pdf: PDF 2820689

9 Agosto 2016

 

d02) OBE indotta tramite suggestione ipnotica – Parte seconda – Quanti corpi ci sono là fuori?

Patrizio E. Tressoldi, Luciano Pederzoli, Patrizio Caini, Alessandro Ferrini, Simone Melloni, Elena Prati, Diana Richeldi, Florentina Richeldi, Alice Trabucco

RIASSUNTO

La possibilità d’indurre reali Esperienze Fuori dal Corpo (OBE – Out of Body Experiences) per via ipnotica, con l’opportunità di intervistare i partecipanti durante la loro esperienza, permette d’indagare in profondità in prima persona le caratteristiche di diversi aspetti di questo particolare stato di coscienza. In un articolo correlato, Tressoldi et al. 2014 hanno indagato l’accuratezza della percezione d’immagini a distanza da parte di cinque partecipanti selezionati ed inoltre la loro esperienza fenomenologica riguardo a come percepivano e si muovevano in questo stato di coscienza. In questo lavoro sei partecipanti selezionati riportano la descrizione di un altro “corpo”, che abbiamo denominato “Corpo Sottile”, identificato come entità intermedia tra il Corpo Fisico e il “Sé” o “Individualità”, che abbiamo invece denominato “Corpo Psichico”, nonché le relazioni e le caratteristiche di ambedue. Il “Corpo Sottile” è stato descritto come una nuvola bianco-argento che circonda il Corpo Fisico e si allarga particolarmente in corrispondenza delle mani e dei piedi.

Per quanto riguarda le sue caratteristiche di movimento, sono stati tutti d’accordo sul fatto che il “Corpo Sottile” poteva muoversi rapidamente, come in volo, da un luogo all’altro – pur se con minore facilità del “Corpo Psichico” – e, nel passaggio attraverso i muri, lasciava percepire un vago senso di attrito. Similmente al “Corpo Sottile”, anche quello “Psichico” poteva muoversi avanti e indietro nel tempo, benché i partecipanti non sembrassero percepire il senso stesso del tempo.

Il “Corpo Sottile” è stato descritto come dotato di durata di esistenza limitata, seppure più lunga di quella del Corpo Fisico, diversamente dal “Corpo Psichico”, la cui esistenza è stata descritta come illimitata. Queste descrizioni sono state confrontate con altre simili derivanti dalla filosofia Vedanta e dalla tradizione Teosofica.

SAGE Open October-December 2015: 1–11 – 18 novembre 2015

http://sgo.sagepub.com/content/spsgo/5/4/2158244015615919.full.pdf or http://dx.doi.org/10.1177/2158244015615919

oppure per scaricare il PDF 2158244015615919.full
traduzione italiana  OBE (Out of Body Experience) indotta tramite suggestione ipnotica. Parte II

 

d01) OBE indotta tramite suggestione ipnotica – Parte prima – Fenomenologia e caratteristiche percettive

P.E. Tressoldi, L. Pederzoli, P. Caini, A. Ferrini, S. Melloni, D. Richeldi, F. Richeldi, A. Trabucco

RIASSUNTO

Lo scopo di questo studio è l’indagine delle caratteristiche percettive e cognitive delle Esperienze Fuori dal Corpo (OBE – Out of Body Experiences) indotte per via ipnotica. Cinque partecipanti, scelti per la loro familiarità con l’induzione ipnotica, sono stati indotti in OBE ed è stato loro chiesto di descrivere verbalmente, una o due per sessione, sei immagini selezionate, disposte in due differenti stanze site a centinaia di chilometri dal luogo in cui essi erano in ipnosi.

Inoltre la loro esperienza fenomenologica in tempo reale è stata indagata riguardo alla MPS (Minimal Phenomenal Selfhood – Individualità Fenomenica Minima) e alle somiglianze con le caratteristiche delle percezioni spaziale e temporale riferite nelle Esperienze di Quasi-Morte (NDE – Near Death Experiences). In media i partecipanti hanno identificato correttamente il 46,7% delle immagini, mentre due giudici indipendenti ne hanno identificate correttamente il 66,7%, da confrontare con il 25% di probabilità nella scelta casuale. La fenomenologia delle loro esperienze percettive e cognitive durante l’OBE ha rivelato una generale comunanza in tutti i partecipanti. Tutti hanno infatti riportato l’esperienza fenomenologica di una individualità personale incorporea capace di percepire semplicemente con un atto di volontà, senza la limitatezza fisica della vista, di muoversi istantaneamente nell’ambiente e di esistere in una sorta di mondo tridimensionale senza alcuna cognizione del tempo. La validità di queste relazioni verbali fatte in prima persona è stata dibattuta per determinare se esse fossero frutto di OBE reali oppure delle precedenti conoscenze dell’ipnotista riguardo all’OBE stessa.

https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2443719 o

http://dx.doi.org/10.2139/ssrn.2443719

17 marzo 2014

oppure per scaricare il PDF 2443719
traduzione italiana OBE indotta tramite suggestione ipnotica-Parte prima

e)    ANALISI TEORICA

e03) La Fisica dell’interazione a distanza mente-materia

  1. Pederzoli, W. Giroldini, E. Prati e P. Tressoldi

RIASSUNTO

Lo scopo di questo lavoro è l’identificazione della localizzazione dell’interazione mente-materia, nello specifico su generatori di numeri casuali, e l’identificazione della natura dell’energia che può alterare il grado di stocasticità delle stringhe di bit forniti in uscita da queste apparecchiature elettroniche.

Per quanto riguarda la localizzazione dell’interazione mente-generatore di numeri casuali, riteniamo che essa si verifichi producendo coppie elettrone-lacuna nella giunzione P-N polarizzata inversamente del diodo Zener che viene utilizzato come generatore di rumore bianco, con conseguenti picchi di corrente non -casuali.

Per quanto riguarda invece la natura dell’energia che dovrebbe agire sul segnale analogico, riteniamo che questa sia formata da fotoni nella banda che va da 0,2 ad 1,1 μm di lunghezza d’onda, ciascuno dotato quindi di energia nel campo tra 6,2 e 1,14 eV.

La parte più controversa riguarda la modalità mediante la quale la mente umana potrebbe generare a distanza questo tipo di energia direttamente sull’obiettivo prescelto, in quanto non è possibile che possa essere inviata dal corpo o dal cervello umani in forma di biofotoni.

Disponibile su: https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2968430

Per scaricare il PDF: The Physics of Mind-Matter Interaction at a Distance

Traduzione italiana: interazione a distanza mente-materia

 

15 maggio 2017

e02) Correlazioni mentali non locali simil-quantistiche inquadrate nella GQT – Rassegna

  1. Walach, P. Tressoldi, L. Pederzoli

RIASSUNTO

La Teoria Quantistica Generalizzata (GQT – Generalized Quantum Theory) tenta di spiegare e predire fenomeni simil-quantistici (quantum-like) in domini diversi dalla fisica quantistica, come ad esempio la biologia e la psicologia, partendo dai fondamenti teorici e dal formalismo logico, matematico e statistico utilizzati per lo studio di osservabili fisiche come fotoni, elettroni, ecc.

Contrariamente alla teoria quantistica vera a propria, la GQT è una forma molto generalizzata che non consente la piena applicazione di un formalismo. Per esempio non si definiscono né un operatore di commutazione, come la costante di Plank, né alcuna operazione additiva, il che preclude l’utilizzazione di un pieno formalismo spaziale di Hilbert. Tuttavia essa è una teoria fenomenologica formalizzata che è applicabile ogni volta che si deve afferrare l’elemento fondamentale di una teoria quantistica, particolarmente in presenza di operazioni incompatibili o non commutanti. Di conseguenza essa predice anche correlazioni non locali generalizzate di entanglement in sistemi diversi da quelli quantistici veri e propri. In questa rassegna cercheremo di sintetizzare in particolare le prove scientifiche relative a fenomeni mentali simil-quantistici di percezione e interazione mentale non locali derivanti da fenomeni di entanglement spaziale e temporale previsti dalla GQT.

Il risultato è una spiegazione coerente di una buona parte di fenomeni controversi e bizzarri che non possono essere spiegati con le leggi fisiche classiche, offrendo allo stesso tempo una nuova visione delle potenzialità della mente umana.

Axiomathes Volume 26, Issue 3, Settembre 2016

DOI10.1007/s10516-016-9290

Disponibile su: https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2695741

per scaricare il PDF 2695741

traduzione italiana Correlazioni mentali non locali simil-quantistiche inquadrate nella GQT – Rassegna

 

e03) Una visione innovativa della realtà

L. Pederzoli

RIASSUNTO

Con il fine di aiutare ad orientare le ricerche in nuove direzioni, in questo articolo viene proposto un modello teorico in grado di spiegare fenomeni compatibili con una concezione classica della realtà, ma anche fenomeni che sembrano violarla, tra i quali si possono annoverare i cosiddetti “fenomeni paranormali”.

Il modello fa ricorso a quattro dimensioni spaziali, invece delle solite tre, e a una dimensione temporale dotata di due frecce: la tradizionale freccia verso il futuro e una aggiuntiva verso il passato. Inoltre prevede la presenza di almeno tre livelli “non fisici” della mente umana, associati a tre “corpi” dei quali uno è il Corpo Fisico.

Ricorrendo a questo modello si cercherà di dimostrare che possono diventare spiegabili, quindi ”normali”, anche i più discussi fenomeni “extra”.

https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2619221 o

http://dx.doi.org/10.2139/ssrn.2619221

16 giugno 2015

oppure per scaricare il PDF 2619221
traduzione italiana UNA VISIONE INNOVATIVA DELLA REALTA

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